L'ISTITUTO

Le “Pie Operaie di San Giuseppe del Terzo Ordine Regolare di San Francesco”, sono un Istituto religioso di vita attiva, di diritto pontificio, aggregato all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e riconosciuto dal Governo Italiano. È stato fondato da Suor Maria Agnese Tribbioli, dopo essere appartenuta all’Associazione diocesana del “Patrocinio di San Giuseppe”. Per realizzare questa sua aspirazione ha affrontato con indicibile coraggio tante sofferenze e incomprensioni sotto la guida e l’assistenza del cugino Vescovo Paolino Tribbioli, religioso della Provincia Toscana dei Frati Minori Cappuccini e Vescovo di Imola. In seguito, San Pio da Pietrelcina, con cui la Madre Fondatrice ebbe diversi incontri personali, dimostrò una particolare attenzione per il nostro Istituto.

La denominazione dell’Istituto, voluta da Mons. Tribbioli, ne racchiude in qualche modo il Carisma. Si considerano “Operaie”, perché vogliono appartenere alla classe sociale più umile sull’esempio di San Francesco, che si riteneva “il minimo tra i minori”, e chiamò i suoi seguaci “minori”; inoltre, perché nella “vigna” del Signore svolgono duri lavori, come fanno gli operai nella società civile.

CARISMA

Il carisma specifico della Congregazione delle Pie Operaie di San Giuseppe può così sintetizzarsi:   “Santificazione del lavoro” come condivisione silenziosa e significativa della quotidianità della gente  e “annuncio del Vangelo”  in ogni latitudine del globo e in qualsiasi situazione di vita  con particolare predilezione dei poveri.  Il termine “Pie” specifica che nel nostro lavoro siamo spinte dalla “pietà”, ossia dalla compassione, da una commossa e intensa partecipazione di solidarietà verso chi soffre; di conseguenza, anche il lavoro, svolto con un amore che rende leggero ogni sacrificio, diventa “pio”, cioè assume una dimensione in qualche modo “sacra”. Ma soprattutto è certamente un’opera di pietà consacrare per sempre tutta la nostra vita al culto di Dio e, insieme al servizio del prossimo bisognoso.

La nostra Fondatrice aveva una tenera devozione per San Giuseppe, perché è l’uomo “giusto” sempre pronto ad eseguire la Volontà di Dio. La Madre esortava a pregare molto San Giuseppe, perché “è il santo della vita interiore; obbedì sempre tacendo; soffrì tacendo, ma alla fine della sua vita ebbe la gioia di morire fra le braccia della Vergine santa e benedetta e assistito da Gesù”. Da San Giuseppe, che lavorava “nella mistica botteghina di Nazareth, dobbiamo imitare, come possiamo, la divina missione di santificare il lavoro”. L’Istituto è affidato alla vigile e materna protezione dell’Immacolata. Il modello di vita è la Santa Famiglia di Nazareth.

La Madre Fondatrice ha scelto come campo di “lavoro” i ceti più umili e diseredati. Oggi le suore di suor Maria Agnese con la loro presenza e il loro servizio nelle «periferie del mondo e della storia » (Papa Francesco) sono il «cuore spalancato» della Chiesa madre e misericordiosa.

SPIRITUALITA'

La Serva di Dio fu profondamente permeata dalla Spiritualità cristocentrica ed evangelica di Francesco d’Assisi grazie alla guida umano-spirituale del cugino vescovo cappuccino, Paolino Tribbioli. Una Spiritualità quella della Madre, centrata su Gesù Cristo e questi crocifisso (cfr. 1Cor 2,2), sulla spoliazione del sé come fondamentale valore evangelico a imitazione della Kenosi di Cristo (cfr. Fil 2,5-11) e sull’amore incondizionato agli ultimi vissuto nel farsi povera tra i poveri. La sua grande carità, infatti, si radica e manifesta in una spiccata maternità. Il Signore, difatti, le ha permesso di trasformare la sua esperienza di adozione paterna in amore sconfinato per gli orfani e la gioventù povera del suo tempo. Anima pienamente eucaristica e mariana ha saputo cogliere e vivere la ricchezza della “casa di Nazaret” evidenziando la missione di Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo del Signore.