Monopoli - Bari

asilo nido, sezione primavera e scuola dell'infanzia (sito web)

Bed & Breakfast (sito web)

Le Pie Operaie a Monopoli

 

San Giovanni Rotondo - Foggia

    Hotel «Casa San Giuseppe» - Accoglienza Pellegrini (sito web)

   Casa San Giuseppe e Conventino  Francescano 

Padre Pio e le Pie Operaie di San Giuseppe (Padre M. Morra)

Chiesa di Renzo Piano e Tomba di San Pio (video)

 

Foggia: scuole dell'infanzia e primaria, comunità educative (sito web)

 

Margherita di Savoia: Casa per attività parrocchiali e pastorali

 

Istituto Suore Pie Operaie di San Giuseppe - Foggia

Scuole dell'Infanzia e Primaria Paritarie - Comunità educative «Arcobaleno» «Marta» e «Aurora»

Via Concetto Marchesi 48 (Fg) tel. 0881 743467 fax 0881 744842 e-mail: g.vignozzi@virgilio.it

sito web: scuolasangiuseppefoggia.it

L’Istituto  è sorto per rendere concreto il carisma della Congregazione Pie Operaie di San Giuseppe,  presenti nella città di Foggia fin dal 1931: assistenza ai minori delle famiglie disagiate, insegnamento, catechesi, apostolato nelle case di spiritualità e accoglienza. La struttura attuale, iniziata alla fine degli anni ’50 e completata nel 1975, accoglie: cinque classi di scuola primaria, condotte prioritariamente da personale laico di lunga e consolidata esperienza, tre sezioni di scuola dell’infanzia, dirette da religiose qualificate, tre comunità educative ed un centro diurno, in cui operano sia religiose sia docenti ed esperti laici.

Per saperne di più, visita il sito web: http://www.scuolasangiuseppefoggia.it/

 

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Casa San Giuseppe - San Giovanni Rotondo (Fg)

Accoglienza Pellegrini

Viale Cappuccini, 111 71013 San Giovanni Rotondo Foggia‎ tel. 0882 451121 fax 0882 451122

Conventino francescano - San Giovanni Rotondo (Fg)

Contrada Patariello tel.: 0882 456093

Madre Maria Agnese Tribbioli

sulla veranda del Conventino Francescano

Il 19 Marzo 1952 le Suore Pie Operaie di San Giuseppe inaugurarono in San Giovanni Rotondo (FG) la casa denominata «Conventino Francescano», che venne benedetta solennemente da Padre Pio da Pietrelcina, il quale scese processionalmente dal convento accompagnato da molta gente affluita per l'occasione. Padre Pio si intrattenne amorevolmente con le persone e Suore della Congregazione convenute a San Giovanni Rotondo per la circostanza. In modo del tutto particolare Padre Pio si soffermò con la Fondatrice dell'Ordine Madre Maria Agnese Tribbioli, convenuta anch'essa per la singolare cerimonia. Il Padre non tralasciò di benedire ogni locale e infine si trattenne amichevolmente sulla veranda della casa con le persone convenute. Il «Conventino Francescano» sorse con la finalità di «casa di accoglienza e preghiera»; nel corso degli anni approdarono ad esso migliaia di persone, convenute da ogni parte del mondo, tanto che i locali furono ritenuti ormai troppo angusti per le molteplici richieste, per cui si pensò a creare una nuova struttura, più ampia, accogliente e rispondente alle nuove esigenze moderne. E il giorno della Santa Pasqua del 1979 le Pie Operaie di San Giuseppe inaugurarono l'attuale casa di accoglienza e spiritualità, in viale dei Cappuccini 111. Tale struttura, più ampia e fornita dei principali conforts, è luogo preferito dei gruppi di preghiera che vogliono trovare oltre gli ambienti accoglienti un clima di raccoglimento e spiritualità.

La primitiva casa «Conventino Francescano», è stata completamente ristrutturata per divenire casa di spiritualità della Congregazione. Nei mesi estivi tale struttura viene adibita a casa di soggiorno per i minori che, a motivo di molteplici disagi sociali, sono ospiti dei centri assistenziali della Congregazione, che per ragioni gravi non possono rientrare nelle famiglie d'origine.

Così il «Conventino Francescano» ha tutt'oggi un posto di primaria importanza per le Pie Operaie di San Giuseppe, che vivono tale struttura come luogo di preghiera, di raccoglimento e di irradiazione concreta della loro spiritualità, nell'accoglienza calda e fraterna verso coloro che vivono ai margini di una società, ogni giorno sempre più consumistica e ingrata verso gli umili e i deboli.

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Padre Pio e le Suore Pie Operaie di San Giuseppe

estratto da «La santità di Padre Pio» di Padre Marciano Morra, Ed. Casa Sollievo della sofferenza, pp. 192-194

La presenza delle suore Pie Operaie di San Giuseppe in San Giovanni Rotondo si attuò per espresso volere di Padre Pio. Egli era preoccupato per la carenza, nella sua zona, di strutture di accoglienza, per cui, a volte, i pellegrini erano costretti a trascorrere la notte sotto gli alberi. Questa situazione critica indusse il Padre a chiedere alle suore, già strette collaboratrici dei Cappuccini, di costruire un pensionato a San Giovanni Rotondo. Nella relazione della Generale Madre Marta Lombardi leggiamo che, verso la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '50, Padre Pio chiese a suor Aurora Cecioni, sua figlia spirituale e superiora della casa di Foggia, di adoperarsi per portare le Pie Operaie di San Giuseppe a San Giovanni Rotondo onde organizzare un'accoglienza confortevole ai pellegrini che incominciavano ad accorrere sempre più numerosi.

Suor Aurora, dopo essersi consultata con la Fondatrice Madre Maria Agnese Tribbioli, concordò con il Padre la costruzione di una struttura idonea in San Giovanni Rotondo.
Padre Pio incaricò padre Ignazio, a quel tempo economo del convento dei Cappuccini, di aiutare le suore nella realizzazione dell'opera ed egli reperì una piccola struttura in località Patariello, " ... di proprietà di una signorina dell'Argentina, che aveva in mente di fare un'opera propria, ma che per diversi motivi non fu permessa, ed essa la cedette alle suore per nove milioni di lire, che furono dati in più volte ... ". Terminata la costruzione, il19 marzo 1952, festa di san Giuseppe, patrono della congregazione, Padre Pio scese dal convento per benedire i locali, alla presenza della Fondatrice, Madre Tribbioli, di Madre Aurora e di un gruppo di suore, convenute a San Giovanni Rotondo per l'occasione. A testimonianza di tale evento, oltre al racconto orale delle suore tuttora viventi, vi sono le fotografie che ritraggono Padre Pio nei vari momenti della benedizione della casa. Inoltre il Padre contribuì al tono festoso della circostanza intrattenendosi familiarmente con tutti e facendo onore al rinfresco preparato per l'evento.

Il rapporto tra Padre Pio e la congregazione delle Pie Operaie di San Giuseppe non si esaurì con la costruzione e l'avvio dell'attività del pensionato, ma si protrasse nel tempo, fino al giorno della sua morte. Infatti i rapporti tra le suore e il Padre furono quotidiani, la Fondatrice lo incontrava ogni qualvolta veniva a San Giovanni Rotondo. Anche un buon numero di suore della congregazione erano sue figlie spirituali, tra cui la già ricordata Madre Aurora, prima superiora generale della congregazione dopo la Fondatrice. Ella si consigliava con lui in tutto e seguiva alla lettera i suoi consigli, per cui possiamo ben dire che Padre Pio fu consigliere e protettore della congregazione. Verso la metà degli anni '60, quando la casa del Conventino era divenuta insufficiente per l'accoglienza dei pellegrini e il Padre era ormai vicino alla dipartita da questa terra, egli volle fare un altro regalo alla congregazione delle Pie Operaie. Una signora, che risiedeva a Pescara, aveva offerto a Padre Pio il terreno dove sorge l'attuale struttura Casa San Giuseppe sita in viale Cappuccini, affinché lo vendesse e utilizzasse il ricavato per l'ampliamento della clinica. Il Padre la invitò ad andare dalle suore per concordare la vendita; così fu stipulato il compromesso che, negli anni a venire, si trasformò in una donazione.

Padre Marciano Morra

La congregazione delle Pie Operaie di San Giuseppe si ispira alla spiritualità francescana, in quanto ebbe come cofondatore monsignor Paolino Tribbioli, cappuccino e vescovo di Imola, oltre che cugino della Fondatrice, il quale la volle inserita nel Terz'Ordine Regolare di san Francesco, come risulta dal decreto di aggregazione a detto Ordine. Pertanto la relazione con i Padri Cappuccini è stata sempre intensa e stretta, ma quello tra la congregazione e Padre Pio è stato ed è tuttora un rapporto privilegiato, che non si è esaurito con la morte del Santo il quale continua ancora ad essere un protettore speciale ed un amico cui ricorrere con fiducia. Per tale motivo la casa di San Giovanni Rotondo ha un significato affettivo e spirituale particolare ed è un segno tangibile della riconoscenza delle suore verso il Padre che le ha volute tanto vicine a sé e partecipi della sua opera.

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Casa per attività pastorali e parrocchiali - Margherita di Savoia

via Traiano 17 76016-Margherita di Savoia (Bat) tel. 333 313 3525

inaugurata l'11 dicembre 2016

Con la benedizione della casa in via Traiano 17 e la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. G.B. Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, le Pie Operaie di San Giuseppe suggellano la propria presenza nella cittadina pugliese. La Superiora Generale Madre Marta Lombardi ringrazia i convenuti.

 

Per visualizzare il video, clicca sull'mmagine a sinistra
Per visualizzare il discorso della Madre, clicca sull'immagine a destra
     

 

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Istituto Suore Pie Operaie di San Giuseppe - Monopoli

Asilo Nido e sezione Primavera «Maria Agnese» - Scuola dell'Infanzia «Madre Marta»

Via Paolo Veronese, 8  70043 Monopoli (BA) tel. 080-9301975-fax 080-9379125 e-mail: nidomariaagnese@virgilio.it

       
       
  Com'era (video) Com'è (video)  
 

 

E SUORE PIE OPERAIE  CHIAMATE A VIVERE IL CARISMA

”SANTIFICAZIONE DEL LAVORO” A MONOPOLI

Chiamate dal parroco di S. Pietro e Paolo Don Francesco Pipoli, durante L’episcopato di S. E. mons. Antonio Melomo, sotto la guida della Madre Fondatrice Sr. Maria Agnese Tribbioli, di santa e venerata memoria, il 6 agosto 1936 alcune suore varcavano il confine toscano per stabilirsi a Monopoli presso una modesta abitazione nei locali della Parrocchia di San Pietro. Primo apostolato fu l’assistenza a domicilio delle inferme, dove le suore prestarono con generosità la loro opera materiale e spirituale. Diverse sono  le famiglie assistite. Due religiose per alcuni anni si prodigarono anche nell’assistenza agli Ecc. mi Vescovi Melomo e Bianchi.

All’assistenza a domicilio, presto si aggiunse la Scuola materna ed Elementare e l’assistenza ai minori appartenenti a famiglie in difficoltà.  Le opere si moltiplicavano sempre più e per motivo di spazio nel 1938 le suore si trasferirono in Via Sant’ Angelo nr. 19 casa presa in Affitto dal Cav. Leonardo Meo Evoli.

Fra le attività svolte dalle suore si aggiunse ben presto il pensionato delle studentesse, l’azione cattolica femminile, l’Associazione delle “figlie di Maria” , sotto la guida spirituale del Sacerdote Mons. Pasquale Guarini.

La piccola comunità costituita, con a capo la superiora Suor Annunziata Gentile, viveva e  si sosteneva attraverso  la preghiera, il lavoro fatto con amore. Tra le  suore  è bello  ricordare  suor Laura giovanissima, allegra, bella e laboriosa, Suor Clementina più discreta ma altrettanto operativa, suor Giuliana molto anziana e sempre di buon umore, suor Liliana sempre con la vena poetica compone rime per ogni occasione, Suor Giuseppina e suor Gesualda sempre attente e conciliative tra l’asilo e la cucina rallegrano i cuori.

 

La sede dell’Istituto sempre aperta ai gruppi di catechismo della parrocchia S. Maria Amalfitana, in attiva collaborazione con i parroci Don Pasquale Abruzzese prima e Don Paolo Forleo dopo, che  ne apprezza la disponibilità e l’impegno.

“Amate le orfane, i bimbini che vi saranno affidati.. Insegnate alle fanciulle ad amare il lavoro la preghiera la modestia” ( Dal testamento della M.Fondatrice)

Le suore sin dal 1938 si  occupano di assistere minori con situazioni difficili, appartenenti a famiglie bisognose e disgregate. La limitatezza dello spazio faceva intanto emergere la necessità di una nuova sede più adeguata e capace di rispondere alle esigenze del tempo.   Un  terreno nei pressi del Rione Sant’ Anna  zona di periferia in via di  stimola le suore che pensano di acquistarlo,usufruendo di una legge a favore delle scuole materne del Mezzogiorno. Si chiese  un contributo speciale, grazie al quale fu possibile  iniziare la costruzione dell’attuale Istituto.

 

Sotto la guida della Madre generale Suor Aurora Cecioni La superiora Suor Donatina Gentile nel 1971 fa il suo ingresso a Monopoli e coadiuvata dalle suore continua l’attività scolastica che si svolge in un clima di serenità e competenza tra mille attività ludico-ricreative che integrano la scuola Per venire incontro ai bambini che abitano le campagne e dar loro la possibilità di studiare la superiora si fa carico per comprare un pulmino che viene acquistato e benedetto il 21 Gennaio del 1972. Nel 1973  Suor Carla Gentile inizia il suo apostolato nella 1°classe  lavorando con amore e dedicazione . Il 25 Ottobre  le suore si rallegrano e festeggiano  l’arrivo di una statua di marmo scolpita dai fratelli Ugo e Ferdinando Palla, raffigurante San Giuseppe e sistemata su una colonna realizzata dal geometra Lillo Paolo.

Cosi il 17 Marzo 1974 sua Ecc.za Mons. Antonio D’Erchia celebra la Santa Messa alla quale erano convenute la madre generale Suor Aurora Ce-cioni, Suor Annunziata Gentile, Suor Emerenziana e suor Cherubina. Nel 1974 la comunità passa dalla Parrocchia del Carmine a quella di Sant’Anna.

Molte attività si susseguono e rallegrano le suore, i bambini e i loro genitori . Nel 1975 muore il compianto Mons. Pasquale Guarini , responsabile per la vita religiosa, lasciando un grande vuoto nei cuori di chi aveva avuto la fortuna di conoscerlo.
Tra le tante attività che le suore svolgono, si pensa di adibire una delle stanze per la cappella delle suore con l’aiuto della Domus Dei di Roma, l’architetto Capitanio che costruisce la cappella e Il Signor Giuseppe Pasquino di Firenze che realizza delle bellissime vetrate raffigurante San Giuseppe e una raffigurante i simboli Eucaristici. Il cementista Lovecchio Francesco, ha realizzato in cemento bianco l’altare, i pannelli per le vetrate, il confessionale, l’ambone, il Tabernacolo mentre l’arredamento in legno è opera del maestro Giannoccaro Giuseppe di Monopoli l’illuminazione è opera del signor Spinosa Tommaso.

A Ottobre del 1976 Don Armando D’orsi, inaugura l’anno scolastico e le maestre Suor Innocenza, Suor Carla che hanno preso a cuore la situazione dell’educazione integrale dei bambini mentre Suor Nazzarena e Suor Elisa si occupano dei bambini della scuola materna. Il 19 marzo del 1977 acquista un significato nuovo e del tutto particolare, la novena ben animata, canti , feste e poesie e un gran piatto di frittelle: si festeggia il santo patrono San Giuseppe. L’estate ormai prossima e calda da l’opportunità alle suore di rigenerare lo spirito con gli Esercizi Spirituali tenuti da Don Orfeo alla fine dei quali, essendo in corso Il Capitolo elettivo, le capitolari, all’unanimità, eleggono Suor Annunziata Gentile, come madre Generale.

Il 19 Febbraio del 1978 si posa la prima pietra dove sorge la nuova parrocchia Sant’Anna presiede la celebrazione Mons. Antonio D’Erchia con alcuni sacerdoti. L’anno scolastico viene portato avanti da tutte con entusiasmo mettendo in comune la creatività di ognuna perché tutto riesca bene e soprattutto a lode di Dio. Lo Genio civile di Bari, ci chiede l’iscrizione al Catasto. Nel preparare questi documenti, ci obblighiamo a mettere in ordine altri documenti giuridici e a fare alcuni riparazioni alla casa. In breve tempo, con la collaborazione dei tecnici si finisce il lavoro di ristrutturazione. Siamo nell’anno 1979 sua Eccellenza Monsignor Antonio D’Erchia celebra l’Anno Eucaristico, ogni casa religiosa s’impegna con L’Adorazione Eucaristica a trascorrere più tempo accanto a Gesù per chiedere il dono dell’amore, il coraggio per vivere il Carisma e pregare per le vocazioni.

Suor Emanuela Vignozzi é trasferita a Monopoli e inizia l’apostolato nell’insegnamento nella scuola dell’Istituto. Si avverte il malcontento suscitato da una insegnante che non si sente rimunerata bene, per cui le suore sono costrette a licenziarla; pagano una somma di 7.000.000 milioni, un grosso danno seguito da un funesto pensiero: se non si lavora in armonia è meglio licenziarle tutte. Il personale avanza delle pretese che l’istituto non può sostenere. Nel 1980, il 10 febbraio Suor Elisa, affetta da grave pancreatite acuta, si indebolisce e muore. Con la morte di Suor Elisa la comunità si indebolisce notevolmente. Con coraggio e dedizione si riorganizza il nuovo anno scolastico, si dividono i ruoli nella catechesi parrocchiale ,tanto necessaria per la crescita della comunità. L’anno scolastico si chiude con un bella gita a Firenze organizzata con la collaborazione di tutte. Nel 1982, suor Emanuela trasferita definitivamente a Foggia per esercitare il ruolo di assistente sociale nel nostro Istituto educativo assistenziale. Con dispiacere il consiglio generalizio, viste le varie chiusure, i malcontenti, le difficoltà, i licenziamenti , somma le varie difficoltà e decide di chiudere la scuola elementare, col desiderio di rafforzare la scuola Materna che ovviamente per quota mancanza di personale competente, animato e onesto. Intanto la comunità si prepara per festeggiare 50 anni di presenza a Monopoli che per motivi economici si realizza solo il 19 marzo del 1986.

Per l’occasione si organizza una revisione della comunità religiosa, incontri con i genitori degli alunni e ed ex alunni conoscenti vicini di casa. In collaborazione con la parrocchia si programmano in contri di preghiera. Si pensa che la realizzazione di un giornale che racchiude esperienze ,ricordi fotografie è una iniziativa per cui vale la pena essere concretizzata e così avviene. Un altro gesto che dona importanza a questo momento è il regalo del Vangelo a tutti i bambini. Giunto il giorno stabilito, Monsignore Domenico Padovano, il parroco Don Armando presiedono insieme ad altri sacerdoti la celebrazione Eucaristica alla quale sono presenti, la madre Generale Suor Annunziata Gentile molte suore di Foggia e quelle di Monopoli, nonché tutti i bambini con i loro genitori. Il Vescovo cosi si pronuncia: “Carissime suore, ben volentieri partecipo alla gioia dell’intera comunità e di tutti coloro che si apprestano a ricordare e celebrare i 50 anni di presenza in Monopoli delle suore Pie Operaie di San Giuseppe, e di cui il presente giornale vuole essere un segno. L’operaio giusto e silen-zioso di Nazareth, il quale ha dedicato la sua vita al servizio del Figlio di Dio e di sua Madre Immacolata, ha ispirato e ispira la vostra opera di carità e di apostolato a servizio dei fanciulli soprattutto bisognosi.

Un’opera silenziosa la vostra, oggi poco compresa ma di cui si avverte la preziosità e l’urgenza, se leggiamo la storia non con il metro dell’ efficienti-smo ma alla luce della parola di Dio e del silenzioso espandersi del suo Regno. Di quel Regno tutti dobbiamo essere segno attraverso gesti concreti di carità e di misericordia. Quando la buona novella è annunciata ai poveri, e oggi occorre essere pronti a cogliere le nuove povertà, allora è presente in mezzo a noi il Regno di Dio.
 
Le Pie Operaie di San Giuseppe, prima nel rione S. Angelo e poi in quello di S. Anna in Monopoli, sono state e sono un segno della presenza del Regno di Dio. Per 50 anni la gente ha imparato a conoscere, dimostrando di apprezzare l’opera in una periferia in continua espansione con tutti i pro-blemi che ciò comporta. Possano rimanere ancora per molti anni, attente alle sempre nuove esigenze che lo Spirito suggerisce, segno e strumento di quel regno di Dio che, divenuto albero, permetta a tutti di trovare riparo.La Vergine Maria, in questo anno a Lei dedicato, e il Suo Sposo Giuseppe, vi sostengano con la mia benedizione.
In questa occasione sul giornale, troviamo anche una bella testimo-nianza di Suor Annunziata Gentile attuale Madre Generale:
 

«Un ricordo del mio apostolato nella casa di Monopoli»
Ricorrendo i cinquant’anni di presenza delle Pie Operaie di San Giuseppe in Monopoli, vorrei prima di tutto volgere il mio pensiero grato e affettuoso alle suore che si sono avvicendate in questi anni e a quelle che oggi continuano, pur con tante difficoltà, a portare avanti il messaggio lasciatoci in eredità da Madre Agnese Tribbioli, fondatrice della nostra Congregazione.
Per tanti motivi Monopoli mi è rimasta nel cuore. Come non ricordare la ridente e bella cittadina pugliese, dove ho vissuto i begli anni della mia gioventù e dove ho completato la mia formazione spirituale e pastorale a contatto con una profonda realtà umana?
Avevo solo 17 anni, appena fatta la mia prima professione religiosa, quando, accompagnata dalla madre Maria Agnese, partii dal Noviziato di Castel del Rio 8 Bologna) per fare la mia prima esperienza di apostolato nella casa di Monopoli.La vecchia casa in via Sant’Angelo al nr. 19, ha accolto come una girandola variopinta i vari gruppi ecclesiali: centinaia di bimbi, giovani dell’azione cattolica, le Figlie di Maria, associazione guidata da Mons. Pasquale Guarini. Come non ricordare Mons. Carlo Ferrari? Con il suo zelo apostolico, con le sue vedute lungimiranti contribuì in maniera determinante a rinnovare la nostra azione pastorale specialmente in campo catechistico anticipando le aperture e lo spirito del Concilio Vaticano II. Le suore che oggi operano nella casa di Monopoli portano avanti un lavoro di grande delicatezza, molto utile a questo meraviglioso popolo del quartiere e della città . A loro tutto il mio affetto e la mia stima, con l’augurio di continuare a vivere nello spirito delle origini, nel rispetto del Carisma della Fondatrice, Madre Maria Agnese Tribbioli, di venerata memoria: "Siate semplici, umili, amate gli orfani, i bisognosi, non ambite mai di comparire ma solo di piacere al Signore". (Da numero unico 19/03/1988)

 

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